Anche Alfonso Luigi Marra nella struttura Delta

Post del 14 febbraio 2011

L’aveva promesso, e l’onorevole avvocato Alfonso Luigi Marra è uno che le promesse le mantiene: aveva annunciato un exploit nella campagna pubblicitaria per il suo bestseller “Il labirinto femminile” e ha messo in mutande e reggiseno – sarà l’abitudine – l’Elena di Troia (nel suo significato mitologico, e non figurato) della politica italiana degli ultimi mesi, che rischia di trascinare nel baratro vent’anni di esperienza politica del Cav.: Karima el Mahroug, per gli amici – tra cui il Cav. appunto – e per la stampa di mezzo mondo Ruby rubacuori, è la protagonista dell’ultimo spot sulle fatiche letterarie di ALM.

L’umile ALM aveva iniziato a pubblicizzare le sue opere da solo, con uno spot piuttosto inquietante nel quale il nostro si proponeva di spiegarci “in forma narrativa” il modo di formazione del pensiero, in particolare analizzando la “pzzicosi”: “La storia di Giovanni e Margherita” si presentava insomma come una specie di delirio socio-psicologico di un oscuro signore dal chiaro accento napoletano. Non contento, ALM fa intervenire, in un altro spot, la figlia Caterina che minaccia “trasformazioni profonde del contesto umano”. La giovane, con voce lamentosa, tesse le lodi del padre (un’opera di una bellezza struggente, una varietà di stili straordinaria): fin qui, cuore di figlia si dirà. Una cosa importante Caterina la dice in questo spot: si tratta, infatti della storia tabù di un uomo tabù. Infatti, tutti quelli che vedono lo spot si chiedono: ma chi minchia è questo Alfonso luigi Marra? E soprattutto, come cavolo fa a far passare gli spot dei suoi libri, pubblicati da una casa editrice sconosciuta, in televisione? E’ lo stesso Marra a rispondere in un’intervista al Fatto quotidiano: trattasi di un avvocato napoletano, proprietario di uno studio da 41 000 clienti (!) per il quale simili spese sono bazzecole, considerando in particolare l’enorme ritorno economico e politico che ALM si attende. Dei trascorsi di Marra in Forza Italia al Parlamento europeo parleremo più tardi.

L’intervista è stata rilasciata alla terza tappa dell’escalation Marra: madrina delle sue opere, in un improbabile dizione, nientemeno che Manuela Arcuri. Il suo “è bellissimo” con cui concludeva lo spot – salvo poi ammettere di non aver neanche letto il libro – rimarrà negli annali. La partecipazione dell’Arcuri inizia a far diventare i dubbi dei sospetti: com’è possibile che questo sconosciuto scrittore napoletano, che fa passare i suoi messaggi pubblicitari in TV, arrivi ad avere nelle sue pubblicità anche personaggi noti come la Arcuri? Il mistero si infittisce.

Basta andare sul suo sito per rendersi conto che già da tempo il nostro si circonda di personaggi “di particolare leggiadria” per dibattere dei temi che più gli stanno a cuore: il signoraggio bancario, cioè i costi fatti pagare dalle banche ai propri clienti, e più in generale i soprusi del sistema bancario, banche centrali in testa – di cui ALM propone l’abolizione.

Spuntano quindi nel salotto di ALM due note bellezze come Sara Tommasi e Aida Yespica. E le vicende di questi mesi insegnano che, quando la gnocca entra in contatto con le propaggini più o meno periferiche del sistema politico, la miscela è esplosiva.

A conferma di questo, arriva a bomba, nel bel mezzo del Rubygate, il quarto degli spot della saga ALM: sponsor di eccezione, “per solo un euro”, Lele Mora, indagato a Milano nell’indagine per sfruttamento della prostituzione in cui è coinvolto il Cav. E indovinate chi è venuto fuori dal filone napoletano dell’inchiesta? La Sara Tommasi di cui sopra, anche lei laureata con il massimo dei voti alla Bocconi, in grado di rispondere per le rime ai deliri di ALM. Non è ancora chiaro se sia o meno madrelingua inglese.

Ed è così che oggi arriviamo all’apice di tutta questa vicenda, con un video trasmesso in otto lingue su Youtube (italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, russo, cinese e arabo). Il testo pronunciato da Ruby merita di essere trascritto per intero:

Ora che il “Regime” ha spogliato la società, cerca, come allora, il capro espiatorio perché, colpevole o no che sia, serve a distogliere dalla necessità di un vero cambiamento. Nel mentre, aggredisce i libri di Marra, poiché in essi c’è tutto quello che non dobbiamo sapere.

Leggendoli, vedrai che dal sesso all’amore, dalla disoccupazione all’economia, dall’etichettatura alla riforma istituzionale europea, la radice del male è nel signoraggio bancario, primario e secondario.

Concorri a sconfiggerlo, chiedendo a fermiamolebanche.it di ricalcolare dall’inizio il saldo del tuo conto corrente. Scarica gratis, da marra.it, 140 delle 360 pagine dell’edizione ora in commercio de “Il labirinto femminile”.

A dir poco inquietante. Qui scatta la fase due del piano Marra, che non fa altro che ripetere ossessivamente che le sue teorie sovvertiranno l’ordine costituito, che nei suoi scritti si trova la chiave del ribaltamento della realtà esistente, che delle forze oscure ne impediscono la discesa in campo perché sanno che niente sarà più come prima, quando lui sarà al potere. Potremmo dire che non si tratta di nient’altro che di un mitomane, che cavalca la lotta contro le banche e le tasse. Due argomenti particolarmente delicati, perché molto camaleontici da un punto di vista politico: la lotta contro le banche è tipica della destra estrema, anche se sembra un motto anticapitalista. La lotta contro le tasse sembra una doxa liberale, ma nasconde una specie di avversione per lo Stato ed è quindi profondamente eversiva.

Inoltre, preoccupa l’ambiente nel quale Marra ha risonanza: utilizzare i protagonisti dello scandalo che ha aperto una delle più profonde crisi degli ultimi decenni è solo un’abile trovata pubblicitaria o rivela qualcosa di più?

Per capirlo bisogna andare alle prime glorie televisive di ALM, ospite del Maurizio Costanzo Show nei primissimi anni Novanta. ALM è invitato per parlare di un suo dramma familiare, dei figli sottratti dalla moglie di origine australiana e portati dall’altra parte del mondo, senza che lui avesse la possibilità di vederli. Fin qua, niente di strano, se anche questa vicenda non fosse connotata da risvolti politici: Marra dice di aver scritto a tutti i magistrati italiani, che il suo caso ha fatto l’oggetto di interrogazioni parlamentari al presidente del Consiglio Andreotti e al ministro degli Esteri De Michelis. E’ qui che inizia la sua avversione nei confronti della magistratura: in seguito rivendicherà persino la paternità della legge Pinto sulla responsabilità dell’amministrazione della giustizia, che dovrebbe secondo lui chiamarsi legge Marra. Ha scritto, ovviamente, un libro sulla vicenda dei figli, che è stato distribuito a tutti i parlamentari grazie all’intercessione del segretario della sezione del Partito Socialista di Pozzuoli. Partito Socialista. Primi anni ’90. Pozzuoli. Andreotti. Partito socialista. Mi sembra di aver già detto abbastanza.

Non contento, ALM nel 1994 scende in campo al fianco del Cav. alle elezioni europee e, nonostante un improbabile spot, viene eletto. E’ qui che inizia la fondamentale battaglia per l’etichettatura dei prodotti agricoli e ittici nella vendita al dettaglio, a cui Ruby accenna persino nel video di oggi, e fonda, in rotta con Forza Italia, il Partito di Azione per lo Sviluppo che “non è un partito di destra né di sinistra né di centro, perché la destra erra nel privilegiare l’individuo, la sinistra nel sacrificarlo, ed il centro nel porsi a mezza strada fra due errori”.

Gli ingredienti per l’eversione ci sono tutti, e a confermarlo bastano gli ospiti del convegno Fermiamo le banche del 22 gennaio 2008. In questo consesso interviene, in primo luogo, Angelo Sandri, segretario nazionale della Democrazia cristiana. Per intenderci, quello che ad ogni elezione spera di esercitare un po’ di forza di ricatto per mettere il suo simbolo al servizio della coalizione del Cav: i democristiani, per una questione di simboli, stavano rischiando di far saltare le consultazioni del 2008, quando i giudici amministrativi diedero ragione a una delle altre microformazioni della diaspora DC. La vicenda fu risolta grazie alla capacità di trattativa di B., guardare alla voce “Sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca” per credere.

Alla conviviale iniziativa partecipa anche Paolo Majolino, candidato alle elezioni regionali del Lazio nella lista dell’Udeur, fortunatamente non eletto. Sul suo sito si legge che “offre la soluzione ai problemi economici dei Cittadini tutti chiedendo la confisca della Banca d’Italia: una cosa fattibile e lo (Majolino, si intende) dimostra in modo comprensibile a chiunque è interessato”.

Non mancava Aniello De Gennaro, detto Nello, candidato del Movimento 5 stelle alle elezioni regionali in Campania. Con la sua Associazione Masaniello, partecipa al sistema SCEC per sostenere in modo non meglio identificato l’economia locale. Accompagnato nell’impresa da Renzo Rabellino, consigliere provinciale a Torino per il Gruppo Lega Padana Piemont – i dissidenti della Lega Nord – salito all’onore delle cronache alle elezioni politiche 2008 come candidato premier della lista No euro, che raggiunse dei risultati non lusinghieri nonostante la candidatura nelle proprie fila di Giuseppe Grillo – con la speranza di sottrarre voti al movimento del comico genovese – e Paricle Barlusconi – non so se notate l’assonanza. Nel 2009 i prodi euroscettici appoggiarono alle Europee le liste della Fiamma tricolore.

Alla kermesse contro le banche partecipano nel 2008 anche Francesco Petrino, docente di diritto bancario e presidente dello SNARP, Sindacato nazionale antiusura riabiliatazione protestati, nonché Marco Saba, autore di “O la banca o la vita”, “ricercatore indipendente, che espone un punto di vista insolito sul ruolo delle IFI (Istituzioni Finanziarie Internazionali) penetrando i meccanismi occulti con cui viene manipolato il destino dei popoli”.

Cos’altro, ma soprattutto, chi altro ci dobbiamo aspettare nell’inquietante arcipelago ALM?

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